Galleria

“Vita di Cristina”, ovvero un’inchiesta a puntate

26 Set

È necessario un chiarimento per coloro che hanno cominciato a seguire il blog “Vita di Cristina”, aperto da una ragazza di 21 anni maltrattata dal padre e finita in due centri antiviolenza di Roma. Il blog è questo:
http://vitadicristina.wordpress.com

Cristina esiste, ma naturalmente questo non è il suo nome. L’ho conosciuta la scorsa primavera insieme ad altre donne che volevano denunciare numerosi trattamenti umilianti nelle strutture che, in realtà, avrebbero dovuto sostenerle dopo gravissime e insopportabili violenze famigliari. Il padre di Cristina ha tentato di strangolarla il 18 agosto del 2010. Quel giorno l’ha svegliata dicendole che quello sarebbe stato l’ultimo della sua vita.

Dapprincipio mi sono organizzata come una giornalista. Ho cominciato a raccogliere testimonianze scritte, fotografiche, sonore. Ho cercato in lungo e in largo altre donne che comprovassero quello che Cristina raccontava sui centri antiviolenza. Non è stato semplice, e il lavoro è ancora in divenire. La scorsa settimana Cristina mi ha confessato che avrebbe voluto scrivere un libro sulla sua vita, e allora le ho proposto di aprire un blog. Ha accettato immediatamente. Abbiamo deciso insieme che questo blog prenderà la forma di una inchiesta a puntate, dove racconteremo tutto. Anche i retroscena, le telefonate non risposte, i messaggi di suo padre che la prega di tornare a casa.

Potevo rimanere in disparte e lasciare che parlasse unicamente la voce di Cristina. Ma Cristina, per quanto coraggiosa e determinata (e lo è davvero moltissimo, credetemi), non può andare incontro da sola alle inevitabili critiche e ritorsioni che la attendono. Una di queste ritorsioni è già avvenuta: l’avvocata del centro antiviolenza l’ha abbandonata, sbattendole in faccia il telefono. E questo forse perché ha osato scrivere una lettera di denuncia e l’ha spedita al sindaco Gianni Alemanno, firmando con nome e cognome.

Soprattutto occorre tutelare la sua identità e la sua nazionalità. Perché teme che la famiglia possa ritrovarla. E questo non deve succedere. Il blog è anche una forma di autoprotezione. Più persone conosceranno la sua storia, meglio sarà. Già ringraziamo, io e lei, per le offerte di aiuto anche legale che ci sono arrivate ad appena poche ore dall’apertura del blog.

Ho una forma di pudore. Come dicevo, avrei potuto raccogliere il materiale, proporlo a qualche testata e pubblicare l’inchiesta. Avrei seguito la logica classica del mio mestiere. Poi, dopo mesi, mi sono accorta che ero entrata nella vita di Cristina e che lei non voleva rimanere la muta protagonista delle sue vicende. Il suo blog – scritto insieme a me ma concordato parola per parola con lei – rovescia il rapporto giornalista-vicenda raccontata. Io sono accanto a lei, filtro le informazioni che sono già comprovate e copro i dettagli che potrebbero ledere la sua privacy (Cristina scriverebbe tutto, ma credo che un giorno avrà diritto all’oblìo), per il resto è lei che decide come muoversi, quali priorità darsi, che telefonate fare.

Mi rendo conto che si tratta di un esperimento, a metà tra vita e giornalismo. Mi piacerebbe avere dei vostri pareri.

4 Risposte to ““Vita di Cristina”, ovvero un’inchiesta a puntate”

  1. francesco 26 settembre 2011 a 18:48 #

    Un commento a caldo e da profano, quindi inadeguato, ma spero possa fornire un piccolo contributo.

    L’esperimento “a metà tra la vita e il giornalismo” credo sia la forma più corretta, in questo caso. Intanto perché Cristina, da quanto emerge da queste prime pagine, forse per ora ha bisogno di un rapporto che non sia solo professionale o istituzionale, per potersi raccontare. E poi perché, da come si presenta il caso, la diffusione e la conoscenza collettiva della sua storia – tramite il blog – non è un “semplice” atto di buon giornalismo; è un’azione consapevolmente strumentale, funzionale alla sua protezione, e all’impostazione della ricostruzione della sua vita. In sostanza: la professionalità di Laura (il dare parola a chi parola non ha avuto, e il verificare le sue informazioni in modo da far filtrare solo quanto dimostrabile) è al servizio di Cristina. Da qui la commistione vita-giornalismo. E da qui, per quanto mi riguarda, l’ammirazione, per entrambe. Per Cristina, per il coraggio e la determinazione che dimostra (quelle poche righe mettono i brividi). E per Laura perché si è saputa “fare da parte”; si potrebbe dire così, apparentemente, paragonando tutto questo a molti modi correnti di fare notizia. Riuscendo, al contrario, a rispondere nel modo più corretto (e quindi con una presenza concreta, importante, e giusta), dando quello di cui c’era bisogno, come giornalista e come persona.

    In bocca al lupo, davvero.

    • Laura Eduati 26 settembre 2011 a 19:05 #

      Francesco, ti ringrazio del tuo generoso apprezzamento!

  2. claudio jampaglia 29 settembre 2011 a 09:10 #

    direi che è insieme vero, commovente, forte, denuncia e poesia
    io approvo, diffondo, sostengo
    mi complimento davvero con laura e abbraccio digitalmente “cristina”
    non sarà facile
    qualche volta dovrete spiegarci cosa non potrete scrivere
    magari questa forma di ego-alter (perché è il rovescio dell’alter-ego) dovrà forse litigare con se stessa
    ma una sola cosa vi chiederei come fan
    non pensate all’obiettivo (un libro, il blog, il racconto) pensate al movimento
    quello che cerca e racconta quello che succede, nella sua assoluta parzialità e verità,
    un caro saluto
    claudio jampaglia

    • Laura Eduati 29 settembre 2011 a 09:45 #

      Grazie caro Claudio. Sì, è una relazione complicata quella tra l’alter e l’ego. Complicata non nella vita reale, ma nella forma che abbiamo deciso di dargli sul web. Quello che trovo poetico, anch’io, è l’assoluta mancanza di un obiettivo concreto. Non sappiamo, né io né Cristina, cosa succederà. Non sappiamo se riusciremo a scovare la direttrice del centro antiviolenza che sguscia come una anguilla,
      è una ricerca che continua e che implica anche la vita stessa di Cristina. Un abbraccio a te, con nostalgia

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blogs Of The Day

Just another WordPress.com weblog

Laura Eduati

reportage, interviste, articoli di Laura Eduati

Chi ha sparato alla cicogna?

La ricerca di un bambino (vista da lui).

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: