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Freddie Mercury è vivo. Si chiama Lady Gaga

24 Nov

Il chitarrista dei Queen ha offerto il ruolo di nuova frontwoman a Lady Gaga. È l’eterno ritorno dell’uguale. Perché, scava scava, la popstar non ha inventato nulla.

Le corrispondenze di amorosi sensi musicali non mancano: i Queen e Lady Gaga si nutrono degli stessi spartiti e non soltanto perché la cantante statunitense ha ispirato il proprio nome di scena alla celeberrima Radio GaGa. Così succede che il chitarrista orfano di Freddy Mercury, Brian May, offra pubblicamente a Lady Gaga di diventare la nuova frontwoman dei Queen.

Sì, va bene, è una donna e non un uomo come lo era Freddy, la voce è notevolmente differente – e valle a trovare altre corde vocali tenorili come quelle -, ma molto simili sono i travestimenti, l’impulso carnevalesco mescolato all’esibizionismo, il divertissement teatrale, insomma Lady Gaga non sfigurerebbe e magari restituirebbe al pubblico una rock.band rinnovata, re-impastata con paillettes e parrucche, quintali di make-up e dunque un continuo Halloween glam-rock come piaceva a Freddy. Stefani Joanne Angelina Germanotta, ragazza ultraprodigio, ama le stravaganze da palcoscenico e l’ambiguità sessuale esattamente come Elton John, Mercury (appunto), David Bowie e Madonna. Da quest’ultima Lady Gaga riprende le varie mise di scena, come il famosissimo body con seno appuntito disegnato appositamente da Jean Paul Gaultier negli anni ’80, aggiungendo alle punte mammarie una sorta di pistola lancia-razzi, un po’ come succedeva alla Venusia di Mazinga, ed è una citazione sicuramente ironica. Come dire: cara Madonna, le tette fotoniche sono le mie (oggi).

Il fatto è che la migliore pop-dance-star della storia (intendo Madonna) non ha mai voluto apparire ironica. Erotica, sempre. Ironica, mai. Femme fatale, bionda bruna con capelli corti o lunghi e vaporosi, abiti di pelle aderenti oppure body fucsia da palestra di quartiere, eppure continuamente seducente dunque serissima. Per dire, Madonna non organizzerebbe mai un video nel quale appare disabile e in sedia a rotelle, oppure con un rotolo di sigarette al posto degli occhiali. E nemmeno Britney Spears, per la quale Gaga ha addirittura scritto una canzone. Mentre Freddy Mercury, magari un po’ ridicolo in calzamaglia che lascia scoperto il petto villoso, si divertiva un sacco a travestirsi da casalinga (coi baffi) e passare l’aspirapolvere.

Ci rendiamo conto che il talento musicale, qui, non è ancora stato nominato. Che Lady Gaga possegga doti canore decisamente migliori di Madonna non c’è dubbio. E se la poppissima Paparazzi non vi convince, andate a cercare su Youtube la sua performance con Elton John “Gnomeo and Juliet”, duetto melenso ma comunque di classe composto per un nuovo film di Walt Disney. Germanotta sa cantare, sa suonare il piano, scrive canzoni, e adora il travestitismo: ecco perché potrebbe prendere il posto di Freddy Mercury.

E poi l’omosessualità. Pare che Gaga abbia detto: «Chi mi conosce da vicino dice che sono un gay intrappolato in un corpo di donna», il che non equivale ad alcun coming out, visto che ogni donna etero potrebbe pronunciare la stessa frase. Qui però il corpo fisico della pop-star non viene preso in considerazione, poiché ogni aspetto di Lady Gaga diventa simbolo, materiale manipolabile con il quale giocare, esattamente come una parrucca bionda indossata sui capelli biondi (veri). Che la cantante sia bisex, etero, omosessuale non importa. Ciò che deve risaltare non è la verità bensì il discorso pubblico, e Gaga ha già affermato esplicitamente di stare dalla parte della comunità lgtbq, e non per nulla ha accettato di cantare al termine dell’Europride di Roma incoraggiando gli omosessuali a lottare per i propri diritti. Di questi giorni è la nascita di una fondazione, voluta dalla stessa cantante, che porta lo stesso nome del disco che l’ha portata alla celebrità planetaria: “Born this way”. La fondazione è dedicata alla lotta contro il bullismo, e vuole essere un triste tributo alla morte di un fan che si è tolto la vita perché i suoi compagni di classe prendevano in giro il suo orientamento sessuale. Born this way, sono nato/a in questo modo. Se esiste un’artista davvero queer, quella è Lady Gaga.

Lo stesso non si potrebbe dire per Freddy Mercury, che confessò ai media di essere malato di Aids nemmeno 24 ore prima di morire. Va bene, era il 1990 ed era appena finito il decennio nel quale l’infezione da Hiv equivaleva ad una ammissione di (colpevole) omosessualità, eppure con tutta quella notorietà e quel guardaroba eccessivamente gay Mercury non aveva mai fatto del suo orientamento sessuale un tema pubblico, una battaglia civile.

Immaginiamo vorrete sapere se Lady Gaga ha accettato la proposta di Brian May e se a breve farà un concerto con i Queen. Ebbene, non è dato sapere. Gaga ha commentato che nella sua band dei sogni May è sicuramente il chitarrista e Patti Smith la cantante. Poi il nulla.

Vedremo nei prossimi mesi se il progetto avrà una sua reale incarnazione, a dispetto dei fan dei Queen che odiano letteralmente Lady Gaga, probabilmente perché la considerano troppo frivola e pochissimo epocale.

Come abbiamo detto, le fortissime similarità tra lei e Mercury non mancano. Eppure l’operazione, seppur per certi versi geniale, ricadrebbe nell’eterno ritorno del passato prossimo, nella continua citazione postmoderna. La cosiddetta nostalgia del presente. Spieghiamo: se Lady Gaga non ha inventato quasi nulla di nuovo, se cita Madonna ovvero una popstar ancora viva e vegeta, se ama il travestimento come Elton John e Freddy Mercury, se insomma è una semplice variante di un modello già visto, perché prenderla come simbolo di novità? Il problema è che in campo musicale, come in altri ambiti artistici, nessuno ancora riesce a dimenticare il passato (in certi casi persino il presente) per gettare il cuore oltre l’ostacolo e sperimentare. Madonna, a sua volta, si ispirava alle pin-up, a Marylin Monroe, instillando nell’immaginario una buona dose di coattaggine. Ma almeno le pin-up appartenevano ad un mondo davvero arcaico rispetto agli anni ’80, rispetto a Likea Virgin e Papa don’t preach. Capiamoci: non è la solita tiritera sul niente di nuovo sul fronte occidentale, però è assai arduo non pensare che l’idea di affidare a Lady Gaga il ruolo di Freddy Mercury non sia affatto generativa, ma sia il ritorno dell’uguale sotto spoglie un poco differenti. Mentre il cantante britannico almeno componeva canzoni originali strizzando soltanto l’occhio agli Who e ad altre rock-band precedenti, Gaga quando si mette al pianoforte spesso canta e suona delle cover come “Stand by me” e “Imagine”. La sua voce è piena, calda, emotiva. Però le sue performance non riescono ad andare oltre la riedizione di cose già sentite, vissute, introiettate. Pare una dannazione; mentre i filosofi ci dicono che il postmodernismo (fatto anche di rimpasto del passato) è finito, simboli planetari come Lady Gaga rimarcano invece il contrario. In “Musica, cultura pop e la nostra ossessione per il passato”, il critico britannico Simon Reynold afferma che se le popstar non si rinnovano è colpa di internet, gigantesco contenitore dove nulla diventa memoria e tutto rimane intrappolato in un presente che non passa mai, dove la novità è sempre un clone di qualcos’altro. Anche Lady Gaga, destinata (forse) a clonare Freddy Mercury.

 

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