Barbie è sociopatica, meglio le Monster High

1 Apr

Simpatiche e “consapevoli” dei propri limiti, le bambole della Mattel spiazzano la sorellastra Barbie ormai ossessionata dalla passata celebrità, come Gloria Swanson in Viale del Tramonto. Articolo uscito sul settimanale Gli Altri.

 

ImageCercatelo su Youtube. È un video dove Barbie viene gettata nella spazzatura da un gruppo di bambole che ballano una canzone simil-Lady Gaga e mal sopportano il sorriso vacuo della bambola più bionda e famosa del mondo, ormai alla frutta. Perché quei nuovi pupazzi sono ganzi, mentre Barbie è out.

Si chiamano Monster High e sono, paradossalmente, una creatura della Mattel ovvero della casa-madre di Barbie che con questa mossa commerciale ha davvero rialzato le proprie sorti. Le Monster High, infatti, vendono come il pane e riempiono la fantasia di bambine e adolescenti con uno stile gotico ma ironico, sexy ma non scosciato, allegro e finto-horror. Le Monster High sono figlie dei mostri classici: Draculaura è la figlia di Dracula, Frankie Stein quello di Frankestein e così via. Frequentano un classico liceo americano, dove le materie si chiamano Morsologia, Schifezze e Scienze pazzesche, un aperto richiamo alla scuola di magia di Harry Potter con tanto di professori severi. A differenza delle Bratz, contestate perché molto sessualizzate con quelle scarpe a zattera, mini-corpetti e gonne decisamente troppo corte, queste bambole la buttano invece sull’amicizia e la buona educazione. Per dire: lo speciale della rivista digitale dedicata alle Monster High questa settimana parla delle scuse che dovremmo rivolgere agli amici con i quali ci siamo comportati male. Il rimedio è una piccola festicciola con qualche snack, e una frase di riconciliazione: mi dispiace se durante la ricreazione ti ho spinto verso il muro. Cose così.

Mentre Barbie ha sempre sorvolato sulle caratteristiche psicologiche, mostrandosi malata di perfezionismo estetico, le Monster descrivono anche le proprie fragilità tra realtà e fantasia: hanno paura del buio, temono l’acqua altrimenti vanno in corto circuito, portano sempre gli occhiali altrimenti pietrificherebbero i loro amici – ottima scusa per convincere un bimbo a portare lenti e montatura -, hanno capelli stopposi e insomma non sono niente affatto piene di super-poteri, né vivono in un mondo dorato come la sorellastra (Barbie).

Se la parola simpatia ha qualche valore nel marketing, allora le Monster sono simpatiche mentre Barbie è davvero insopportabile. Basta anche soltanto seguirla su Twitter, dove cinguetta frasi così vanesie da risultare quasi – involontariamente – divertenti: “Fermati un attimo così posso specchiarmi nei tuoi occhiali da sole”, “Quando mi disse che erano troppi soldi per una borsa, allora ho capito che non avremmo mai potuto diventare amiche”, “Mi piacerebbe abbassare il finestrino della macchina per godere del vento, ma non posso: si scompiglierebbero i capelli!”.

Per decine di anni, femministe e mamme attente si sono chieste se questa bambola mezza anoressica e molto adulta per una bambina potesse davvero insegnare qualche cosa alle loro figlie, nonostante il tripudio di accessori rosa, cavalli bianchi, case in stile coloniale e un fidanzato, Ken, modaiolo e superficiale. Skipper, una piccola Barbie sportiva che molte bimbe prendono per la figlia di Barbie, pare non avere intrecciato una relazione affettiva con la madre di plastica. Perché Barbie vive in una dimensione solipsistica, dove le amicizie sono un optional e servono al massimo per fare una scampagnata con la Chevrolet, un pic-nic fashion e poi ognuno a casa propria a provare gonne e vestiti. Ora che si avvia sul viale del tramonto, Barbie si comporta come Gloria Swanson nel film ambientato a Hollywood: ripete a cantilena quanto fosse famosa, quanto fosse amata, e quanto belli siano ancora i suoi vestiti. Ma è venuta a noia, superata fortunatamente da bambole meno inclini a vivere in una casa di bambola.

Le Monster giocano poi con la morte, un elemento che giammai avrebbe varcato l’uscio della villa barbiana (come è possibile parlare di certi argomenti quando c’è da fare shopping?): dormono nelle bare, esibiscono grosse cicatrici, ai capelli portano fermagli fatti con ossa e fiocchetti, succhiano sangue come i vampiri e adorano il gotico, il brivido, il sarcofago, esattamente come tutti i bambini provano fascinazione per la favola di Hansel e Gretel e la vecchina gettata dentro il forno, il lupo ammazzato di Cappuccetto Rosso e il palazzo tremendo della matrigna di Biancaneve. Ma è forse la dimensione cameratesca quella che piace maggiormente delle Monster High, che escono dalla fabbrica Mattel con una personalità definita e una forte simpatia verso le altre sorelle Monster – ottima mossa per far acquistare molte bambole della stessa linea. In un mondo di figli unici o quasi unici, possedere un gruppo di bambole amiche tra loro risulta sicuramente più attraente, mentre il rapporto con Barbie buttava sull’isolamento, e al massimo si poteva comperare una nuova Barbie per giocare con quella vecchia, nonostante entrambe poi fossero la stessa bambola e dunque era difficile distinguere una dall’altra, se non tagliando capelli o cambiando drasticamente acconciatura, soluzioni che però non evitavano un effetto-replica molto straniante visto che tutte si chiamavano allo stesso modo e avevano lo stesso viso e la medesima espressione, impermeabile alla vita. Il video che citavamo all’inizio, girato in stile amatoriale da alcuni fan, segna dunque anche la rivincita del gruppo di amici nei confronti della solitudine arrogante: Barbie si avvicina alle Monster High tentando probabilmente di fare amicizia, ma è così evidente la sua mancanza di empatia che finisce in un cestino della spazzatura (rosa, ovviamente).

 

 

 

2 Risposte to “Barbie è sociopatica, meglio le Monster High”

  1. icittadiniprimaditutto 2 aprile 2012 a 13:07 #

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. mostriciattola03 22 settembre 2012 a 05:35 #

    è vero sono meglio le monster high

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