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Il sesso online non è sesso. Parola di prostituta.

9 Ott

Prostitute professioniste contro casalinghe belle di giorno. Ma anche contro studenti e studentesse che utilizzano il web per acrobazie sessuali rigorosamente cibernetiche. E, infine, lucciole straniere che applicano prezzi concorrenziali. Sono le categorie prese di mira dal primo sindacato svizzero delle prostitute (Stts), convinte che soltanto una difesa corporativa può fermare il tracollo del mestiere che hanno scelto. Il tracollo riguarda specialmente il reddito: negli ultimi anni il sesso venduto online ha fatto crollare le tariffe e dunque è sempre più difficile arrivare alla fine del mese.

«Ma il sesso online non è sesso», ci spiega Carla Corso, storica fondatrice del Comitato per i diritti civili delle lucciole insieme con Pia Covre.

 

Se non è sesso, allora cos’è?

È masturbazione. È autoerotismo. Il sesso avviene unicamente quando due persone si incontrano nel mondo reale, quando c’è penetrazione. Quello è il sesso. I siti che permettono di vedere attraverso una webcam donne e uomini nudi hanno come solo obiettivo la soddisfazione solitaria di chi paga. In questo senso si tratta del prolungamento in altre forme dei giornaletti porno.

 

Con i giornaletti porno non c’era interazione, così come non esiste interazione con gli spezzoni pornografici ormai disponibili gratuitamente sul web. Invece con una ragazza che risponde alle richieste attraverso il monitor l’interazione esiste. Perché non è sesso?

Perché è costruita sull’illusione e sul desiderio che non trova mai sfogo nella realtà. Perché non c’è odore. Ricordo quel bellissimo film dove una casalinga con voce meravigliosa si guadagnava da vivere parlando con sconosciuti, che probabilmente la immaginavano attraente. Ma anche in quel caso era una costruzione mentale che serviva a questi uomini per raggiungere l’orgasmo, e basta.

 

Cosa pensa delle donne che si improvvisano prostitute, e che per comodità etichettiamo come “casalinghe e studentesse”? È vero che tolgono lavoro alle vere professioniste?

Non sono d’accordo con il sindacato svizzero. Non vedo la necessità di formare una corporazione che decide chi è davvero una prostituta e chi invece una infiltrata. La prostituzione è una risorsa per ogni donna, e nei momenti di bisogno è una fonte di reddito. Con l’impoverimento e la disoccupazione è ovvio che molte decidano di prostituirsi, questi sono i tempi che stiamo vivendo. Perché fare una guerra tra poveri? E poi quello che trovo interessante di questo processo è il fatto che finalmente donne “perbene” e donne “permale” si mescolano. Prima la prostituta portava il marchio d’infamia, oggi una madre di famiglia o la figlia di quella madre possono chattare in webcam in cambio di soldi. Finalmente è caduta la distinzione!

 

 

Non vorrei seminare zizzania, ma non crede che l’avanzata di donne che si dedicano saltuariamente al mercato del sesso possano attrarre i clienti delle prostitute storiche?

Il mercato è variegato e ognuno sceglie a seconda dei gusti e delle proprie tasche. Gli uomini sanno bene cosa vogliono. Se desiderano una prostituta, cominciano dal mattino a cercarla nei luoghi adatti, fantastica tutto il giorno in attesa che arrivi la sera, poi prende la macchina e la incontra. Questo rituale rimane inalterato, ed è molto diverso da quello che prevede soltanto l’accensione del computer. L’incontro reale è un’altra cosa. E i prezzi variano a seconda della prestazione. Chi paga 5 euro avrà un servizio, chi sborsa mille euro per una escort di lusso otterrà qualcosa di diverso. In fondo è come decidere se comperare un vestito in boutique oppure la paccottiglia cinese.

 

 

Molte di queste neo-prostitute sono spinte dal bisogno. Per le lucciole svizzere fanno crollare i prezzi.

Ho smesso di lavorare quindici anni fa, e oggi le tariffe sono le stesse nonostante ci sia stato il passaggio all’euro. Per un rapporto completo si chiedono cinquanta euro, ma alcune abbassano la cifra anche fino a 10 euro. Persino cinque. La crisi economica e l’arrivo delle straniere hanno cambiato radicalmente lo scenario, eppure non occorre prendersela con nessuno. Come dicevo prima, la differenza di prezzo non è ininfluente.

 

Il sesso online, anche se non è vero e proprio sesso, viene prediletto soltanto perché costa meno ed è comodo?

Penso di sì. E soprattutto tiene alla larga dalla paura delle malattie. Vorrei che non si parlasse di professioniste e non professioniste: tutte le donne che scelgono questo mestiere appartengono alla stessa categoria. Mi preme dirlo. Io vorrei invece che finalmente lo Stato italiano desse la possibilità di fare questo lavoro pagando le tasse, alla luce del sole.

 

Non crede che questo tipo di prestazione digitale abbia molto fortuna anche perché esclude il contatto fisico vero e proprio?

Essendo una attività di tipo masturbatorio, non mi sorprende che escluda il contatto fisico. La prostituzione è una cosa molto lontana da quello che avviene al computer.

(Intervista apparsa sul settimanale Gli Altri)

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