Galleria

Educazione sentimentale 2.0(ovvero: il web non risolve i drammi d’amore)

5 Nov

«Ultimamente mi sembri strano. C’è qualcosa che non va?»

«Non c’è niente che non va. Sto cercando di non avere relazioni serie»

«Anch’io. Ma non voglio essere una delle tante»

«Chi l’ha detto che lo sei?»

«Lo immagino e basta. Di solito quando uno non vuole relazioni serie, ha tante storielle»

«Non è vero».

Se un’amica ci telefonasse per chiedere un consiglio amoroso e riportasse questo dialogo con il ragazzo che le piace, potremmo dolorosamente azzerare le sue speranze: il ragazzo in questione scrive nero su bianco che non vuole impegnarsi. Oppure potremmo sganciarci dal significato letterale del testo e con lei elucubrare sulle sue reali intenzioni: sì, è vero che non sembra molto propenso a cominciare una storia, probabilmente è innamorato e non vuole ammetterlo. Ha paura. È traumatizzato dalle storie precedenti. Eccetera. Le donne sono campionesse di interpretazioni amorose, spesso fasulle, e analizzano ogni dettaglio come biologhe di laboratorio. Perché le ragazze vogliono divertirsi, come cantava Cindy Lauper, ma vogliono anche l’amore. A costo di inventarselo.

Nell’era digitale la faccenda si è complicata. Sottoporre i comportamenti maschili alle amiche non è più sufficiente, e la rete può sostituire la posta del cuore. Accade con il sito americano Hetexted (letteralmente: lui mi ha mandato un sms) dove è possibile pubblicare il messaggio ricevuto da un uomo e chiedere alle utenti di esprimere uno dei tre pareri: gli piaci, non gli piaci, il verdetto è ancora aperto. Il dialogo riportato all’inizio di questo articolo è comparso proprio su Hetexted, e la maggioranza ha cliccato il tasto “non gli piaci”. La ragazza, che chiedeva come mai dopo questo scambio di sms il giovanotto fosse sparito, ha ricevuto in effetti un parere molto sensato.

Un’altra utente chiede consiglio alla maggioranza silenziosa del web a proposito di un dialogo via Iphone con un uomo che accetta di uscire con lei soltanto se c’è il fratello, del quale ha ammirato i muscoli durante il primo invito a casa. Anche in questo caso il verdetto è unanime: lascialo perdere. A parte i casi lampanti, molti sms di Hetexted sono effettivamente ambigui e dunque è difficile stabilire se “gli piaci” o “non gli piaci”: sono proprio questi i messaggi che scatenano dubbi e scommesse interiori, e che portano migliaia di ragazze a fare la fortuna del sito gemello Wotwentwrong (tradotto: cosa è andato storto?), dedicato a sviscerare le motivazioni di una storia finita male. Wotwentwrong assomiglia maggiormente alle rubriche sui sentimenti, però è collettiva e democratica: le donne dal cuore spezzato pubblicano una lettera dove spiegano a grandi linee cosa è successo e concludendo con enormi interrogativi ai quali gli altri utenti (spesso donne) cercano di dare una risposta. Uno dei servizi offerti è una lettera pre-compilata da mandare al ragazzo che si vuole riconquistare. La lettera cambia a seconda delle risposte che diamo alle domande nel test iniziale, del tipo: sei orgogliosa? Ti darebbe fastidio vedere John malato?

Questi siti sottolineano come l’educazione sentimentale venga affidata non agli esperti, o presunti tali, bensì al mare magnum delle opinioni a casaccio. Le ragazze che inviano quesiti a Hetexted a Wotwentwrong spesso possiedono la soluzione a portata di mano (è evidente che “non gli piaci”) ma non si fidano della propria impressione o delle amiche reali. E non perché sono stupide: hanno capito che le cose sono davvero complesse.

I convitati di pietra sono nella maggioranza giovani maschi che flirtano, mandano messaggi contraddittori, vorrebbero una storiella senza troppe conseguenze, sono spesso onesti nell’esprimere le proprie intenzioni oppure volutamente dongiovanni, eppure finiscono per essere dissezionati da donne-chirurgo che cercano una particella di coinvolgimento amoroso. Sembra che queste piccole donne (ventenni e trentenni) vivano in una giungla colma di segnali di pericolo che non riescono a decifrare: questo deve essere anche il pensiero degli sceneggiatori della serie televisiva via web “Dating rules from my future self” dove la protagonista riceve sul proprio telefono messaggi dal futuro inviati da se stessa adulta, nei quali la donna matura invia alla giovane inesperta consigli stringenti su come evitare uomini mascalzoni e puntare sull’uomo giusto. “Quanto sarebbe bello essere in grado di potersi mettere in guardia, consigliare, tranquillizzare, col senno di chi ci è già passato?” solletica il trailer.

È curioso che la guida sentimentale non sia la madre, la zia o una figura femminile di esperienza, bensì la stessa protagonista cresciuta: come se fosse impossibile ricorrere ad un parere esterno. Viene dato per acquisito che i genitori, o le sorelle più grandi, non capiscono un accidente di quello che accade tra maschi e femmine nell’era digitale e il sospetto è che questa sia la verità.

I messaggi, le chat, Facebook, i siti di incontri come Badoo amplificano la comunicazione tra persone che vogliono conoscere ed esplorare l’altro sesso e producono una quantità enorme di equivoci. Tramite questi nuovi strumenti è facile ammiccare e lanciare piccole attenzioni: mettere molti “like” nella bacheca di Facebook, dare la buonanotte via chat, condividere una canzone che piace a entrambi sono soltanto alcune delle azioni che richiedono pochi secondi e nessuna fatica e che potrebbero essere catalogate indifferentemente come flirt ozioso o reale interesse. Chiedere al popolo di Hetexted un parere sul messaggio appena ricevuto è anche un tentativo di smascherare l’eventuale inganno, visto che l’Iphone e il web sono strumenti supremi dell’inganno amoroso. E tutti si sentono insicuri. Specialmente le ragazze, pronte a chiedersi se l’autore del seguente messaggio, descritto dagli amici come un donnaiolo, in questo caso sia sincero: «Spero che domani mattina ti sentirai meglio. Non vedo l’ora di rivederti. È stata una giornata fantastica grazie a te, il mio cuore batte forte. Ps. Qui sul mio petto c’è uno spazio vuoto, dove tu hai appoggiato la testa. Spero di farti presto da cuscino».

Scriveva il New York Times nei giorni scorsi che siamo entrati nella “cultura del rimorchio” grazie anche ai nuovi mezzi di comunicazione che prolungano «l’ambiguità» e «l’incertezza» per le giovani donne in cerca di storie stabili ed eventualmente un matrimonio: «Viviamo nell’epoca del mondo confuso e ambiguo del post-appuntamento, e dobbiamo farcene una ragione». I manuali leggeri dedicati a risolvere gli eterni dilemmi dell’amore ora suggeriscono come districarsi tra un sms e una vaga promessa lanciata sui social network. Le ragazze, dicono gli psicologi, non capiscono quasi nulla del nuovo mondo, rimorchiano e vengono rimorchiate in rapida successione e molte cadono in depressione perché non hanno punti di riferimento. E quando si confidano con le loro madri, o con le amiche felicemente accasate, ricevono sguardi interrogativi e consigli ormai datati. A questo punto meglio rivolgersi alla sorellanza del web per ricevere una traballante educazione sentimentale 2.0.

(«Ehi, volevo soltanto dirti che mi sono divertita»

«Possiamo far finta che il weekend non sia mai esistito?»

«Non capisco. Ma allora perché hai detto quelle cose quando stavamo tornando a casa?»

«È meglio se rimaniamo amici. E fondamentalmente non ricordo un accidenti».)

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blogs Of The Day

Just another WordPress.com weblog

Laura Eduati

reportage, interviste, articoli di Laura Eduati

Chi ha sparato alla cicogna?

La ricerca di un bambino (vista da lui).

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: