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“Voglio sesso ma non con te” è traumatico come “Sono innamorata di un altro” #casualsex

25 Ago

casual

Leggo che negli Stati Uniti, dove ogni giorno vengono pubblicati centinaia di articoli che fingono di scoprire quanto le emozioni umane siano identiche dentro e fuori i social network, presto sarà disponibile un’app per le donne che vogliono sesso istantaneo senza imbattersi nella giustissima frase post-coito “ma io non ti avevo promesso niente”.

Vogliono chiamare questa giostra Pure e gli inventori sono due uomini – Roman Sidorenko e Alexander Kukhtenko – indicati come “pomosexual” ovvero molto abili nell’etichettatura gender – secondo i quali Blendr, la rete di incontri occasionali per eterosessuali nata nel 2011, ha dimostrato che gli utenti a volte vogliono soltanto amicizia, a volte cercano l’amore, a volte niente, e dunque ottenere sesso veloce è molto difficile.

I due assicurano che prima di rinchiudersi nella stanza con altri uomini per sognare donne che dicono sempre sì anche durante lo streaming del Movimento 5 Stelle, insomma prima di sviluppare una app che apre le porte al casual sex per donne, hanno condotto una sorta di indagine sociologica presso amiche e amiche delle amiche:

L’idea che potessero esprimere i loro desideri sessuali come volevano e senza vergogna o essere giudicate, beh, molte ragazze hanno detto che l’idea piace”, sono le parole di Roman Sidorenko riportate da Salon. In realtà l’idea che ci voglia una dark room virtuale perché qualcuna si possa sentire libera di chiedere e fare quello che desidera è davvero deprimente.

Come dire: siccome io e te non dobbiamo mica fare un mutuo insieme e non devo presentarti ai miei genitori, allora, se è così, aspetta, ho un paio di cosette che non ho mai avuto il coraggio nemmeno di vocalizzare ai miei fidanzati perché sai, chissà cosa avrebbero pensato.

Ecco, questo molto probabilmente è il fulcro della discussione: cosa pensano mariti e fidanzati quando improvvisamente lei mostra un grande interesse al Bsdm? Oppure quando accetta col sorriso un ménage à trois? Davvero pensano sia una poco di buono e accarezzano l’idea di lasciarla per cominciare una relazione seria con una ragazza che arrossisce al solo pensiero di una fellatio – perché è ampiamente dimostrato che una solida famiglia nasce dalla scarsa complicità sessuale?

Il fatto è che Roman Sidorenko e Alexander Kuthtenko (i pomosexual) hanno ampiamente ragione quando dicono che “la società coltiva molte idee su come una donna dovrebbe comportarsi sessualmente” – ovvero timidamente e manifestando l’entusiasmo dei depressi – ma Pure potrebbe danneggiare piuttosto che aiutare la liberazione sessuale femminile in quanto persevera nella convinzione, molto maschile, che esistono persone con le quali il sesso è gioia selvaggia (perché finirà presto) e altre con le quali il sesso è una componente sentimentale e dunque emozione tranquilla prima di fare la colazione ai bambini e portarli a scuola.

Ancora più chiaramente: è davvero certo che iscrivendosi a una rete virtuale di sesso libero il sesso sarà migliore?

Il dubbio è che Pure sia apparentemente dedicata alle donne e sia invece un recinto sicuro per gli uomini che, spesso, hanno una grossa preoccupazione: non quella di trovare sesso facilmente, bensì chiarire fin dall’inizio che per nessuna ragione al mondo quell’incontro sessuale potrà essere seguito da un sms o un cinema. “Hey ti sei iscritta a Pure mica a Meetic: perché dobbiamo parlare?”.

Naturalmente esistono donne che vorrebbero un maschio pronto all’occorrenza, senza ricorrere a ex oppure sconosciuti incontrati all’apericena. E se l’app è americana è perché ci raccontano che nelle metropoli le possibilità di incontro casuale sono davvero paragonabili a quelle nei sentieri di alta montagna. Bene.

E fantastiche dunque le utenti/casual sex seeker che vogliano usufruire del servizio: dovranno però chiarire a tutti gli utenti maschi che l’iscrizione a Pure non è un automatico “sì” a chiunque scriva loro “ciao”. Il frainteso è dietro l’angolo e già accade nei social network dove la confusione sul significato dei “like” è materia per libri serissimi – come Love online del sociologo francese Paul Kauffmann – nei quali viene squadernata la materia delle relazioni virtuali: come posso capire cosa davvero vuole se non lo guardo in faccia – tralasciando l’obiezione che la faccia spesso non fornisce indizi? Su Pure non c’è spazio per il malinteso principale (sono qui per cercare sesso e non un argomento) ma per quello eternamente secondario: se rispondo carinamente al tuo interesse non per questo sono pronta a spogliarmi di fronte a TE. Con il corollario: se non voglio spogliarmi di fronte a te non rivolgermi la frase “Hey ti sei iscritta a Pure mica a Meetic, non posso nemmeno parlare?”.

(Sì puoi parlare ma chiariamo una volta per tutte che “Voglio sesso ma non con te” può essere traumatico come “Sono innamorata/o ma non di te”)

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